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A stagione finita è tempo di bilanci, che mai con in questo momento appaiono definitivi. Il coach e factotum della Lottomatica Elecom Sport, Moreno Paggi, ha voluto fare il punto della situazione, fra presente, passato e futuro.

«C´è rammarico per una stagione finita come forse non avremmo meritato. Ma in sostanza il risultato premia la società che investe di più, che ha più fondi ed è più abile a restare sempre ai vertici. La differenza di staff è lampante, cosi come di tante altre cose. Noi non abbiamo una Fondazione alle spalle, non possiamo avere una stabilita che ci garantisce tranquillità. In questi anni sono partito da una B per poi, anno dopo anno, arrivare alle Serie A1, con tante emozioni e tanto cuore. Io personalmente ho cercato di fare del sociale nello sport, a volte sostituendomi anche alle istituzioni fin dove è stato possibile. Sono andato avanti con i miei mezzi, ma ora non posso più. Di fatto la crisi economica ha deciso per me: non basta essere arrivato tanto volte secondo, non basta stare sul podio d´Europa, tutto è ridotto ai soldi e senza soldi non si può fare nulla. Avrei voluto chiudere con uno scudetto per avere una cassa di risonanza diversa invece che questo triste comunicato, ma siamo usciti a testa alta anche da questa stagione».

La crisi economica, dunque, è il motivo per cui la Lottomatica Elecom lascerà il basket in carrozzina di vertice?

«Mi vengono i brividi quando parlo di futuro. In questa squadra ho investito tutto me stesso e anche di più, compresi fondi personali e familiari. L´ho fatto perche credevo in un progetto più ampio, fatto di settore giovanile – per aiutare l´inserimento dei ragazzi disabili -, un impianto e una collaborazione della città. Ma nulla di tutto questo è avvenuto. Siamo rimasti praticamente soli, sono rimasto solo. Senza sostegno e senza una base da cui partire. Dobbiamo pagarci il campo, dobbiamo fare gli “zingari” in giro per i parquet e non apparteniamo a nessuna zona di Roma, anche se il municipio dove ora siamo ci ha aiutato e ci ha sostenuto. Ma non può bastare.
In tutto questo devo dire un grazie sincero a Lottomatica, che è stata l´unica realtà che ci ha dato una mano reale in questi anni, credendo in noi e nel nostro progetto».

Quindi pensa che sia finita?

«Penso di poter dire che a meno di sorprese a oggi improbabili, leggasi l´interesse di qualche socio o di qualche altro sponsor, la squadra chiuderà con la serie A e con il basket in carrozzina di vertice. Ripartiremo dalla Serie B, facendo giocare i giovani e dandoci una ridimensionata. E´ l´unica cosa razionale da fare, perche in questi anni ho dilapidato un patrimonio al vento, senza aver potuto costruire niente di tangibile. Sono felice per i due trofei vinti la passata stagione, li porterò sempre con me, ma è il momento di fare un passo indietro».

Cosa può farle cambiare idea?

«Nulla di particolare, solo l´interesse di un nuovo socio, di una polisportiva o l´ingresso di un nuovo sponsor. Insomma, nuove forze che si innamorino di noi. Sarebbe bellissimo portare avanti questo sogno».