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Il basket in carrozzina giovanile avrà una squadra anche nella Regione Lazio. E questo è stato e, soprattutto, sarà possibile, grazie ad una serie di fattori che, tutti insieme, unendo le forze, stanno facendo la differenza. Il progetto nasce da un gruppo di genitori di otto ragazzini tra i 7 e i 16 anni, residenti tra Roma e dintorni, che non hanno voluto saperne di chiudere la bella esperienza della passata stagione, trascorsa dai loro ragazzi in palestra, sotto le direttive tecniche di Stefano Rossetti. Senza tesseramento e senza iscrizione al campionato, l’anno scorso, ma con tanta passione. Quest’anno, invece, il campionato si farà e con la maglia della SS Lazio (e sempre con la passione, ovviamente).

VOGLIA DI CONTINUITA’ – “Quest’idea è realtà grazie ai genitori dei piccoli atleti che hanno voluto ridare fiducia a me e a Carlo Di Giusto – racconta Stefano Rossetti, cestista con un palmares importante con la maglia del Santa Lucia e quest’anno in forza alla Bic Reggio Calabria, in serie B– Anche quest’anno hanno voluto che fossimo noi a seguire questi ragazzi nella crescita sportiva, permettendo loro di praticare basket in carrozzina. Ovviamente, il nostro intento è quello di crescere il più possibile, di arrivare a dieci atleti e di fare un passo alla volta per crescere tutti insieme. I ragazzi che si allenano, ad oggi, sono piccolini di età e sarà una nuova sfida anche per me”. Stefano Rossetti, classe 1972, ha in bacheca 14 scudetti, 2 Champions e, per lui, la prossima stagione sarà una corsa continua: “Praticamente non mi farò mancare niente – ride il lungo del quartiere San Paolo di Roma – con Reggio giocherò nel girone Sud di serie B, mentre con il campionato giovanile seguirò i miei ragazzi, per la maggior parte, nelle città del nord. Sarà una bella sfacchinata, ma ne varrà la pena. Sono certo che un gruppo di bambini che gioca a basket in carrozzina possa avere una forza mediatica maggiore rispetto ad una squadra di grandi campioni. Ci alleneremo in una palestra scolastica ma siamo ancora alla ricerca di una palestra dove disputare le partire, che sia regolamentare”.

COME È NATA LA SOCIETA’ – In verità, la società esisteva già. La SS Lazio, infatti, è stata finalista nell’ultimo campionato di serie B, poi vinto all’ultimo respiro da Genova. Né Genova, né la Lazio hanno voluto accedere alla massima serie e quest’anno la società biancoceleste non si è iscritta alla serie cadetta. “Volevamo dare continuità a questo progetto – racconta Carlo Di Giusto che in questa esperienza vestirà il ruolo di direttore sportivo – e sapevo che in Moreno Paggi avremmo trovato il partner ideale per costruire una realtà giovanile nel nostro territorio. Siamo veramente felici di poter partecipare a questo campionato, è un progetto nel quale credo moltissimo. Firmeremo protocolli d’intesa con fondazioni e ospedali per avvicinare i giovani al mondo del basket in carrozzina”. Di Giusto allenerà, dopo una vita nel Santa Lucia Roma, il GDS Porto Torres, sempre in serie A, ma continuerà a lavorare anche nella sua zona d’origine: “Darò una mano all’amico Roberto Scagnoli a Rieti, in serie B, e seguirò questa squadra di ragazzini. All’età di 61 anni, nonostante la naturale stanchezza dello spostarsi, ho ritrovato stimoli nuovi nel viaggiare”.

È GIÀ UNO SCUDETTO – “Abbiamo semplicemente deciso di ripartire dai giovani”. Esordisce così Moreno Paggi, presidente della SS Lazio, finalista in serie B e ancora presidente di questa nuova avventura. “Da oggi non sono più da solo: ho accanto colossi del calibro di Stefano e Carlo e non è poca cosa. Affrontare i problemi di tutti i giorni con loro è tutta un’altra cosa e sono certo che faremo cose belle per questi giovani e per il futuro”. La SS Lazio, ovviamente, è alla ricerca di sponsor: “Non cerchiamo cifre impossibili. Per ora, tutti stanno facendo la loro parte, a partire dai genitori dei ragazzi. Quello che cerchiamo sono tanti piccoli sponsor che abbiano voglia di partecipare al progetto. In Italia, ci sono sei, sette società che partecipano al campionato giovanile. La Regione Lazio non poteva non avere una squadra”. Obiettivi? “Il nostro obiettivo è quello di fare questo campionato al meglio possibile, di raggiungere giovani nuovi. Ieri, Sara, la più piccola della squadra, che ha solo 7 anni, mi è venuta vicino, mi ha tirato la giacchetta e mi h detto grazie, abbracciandomi. Ecco, questo per me è già uno scudetto immenso”.

Elena

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